Regolamento sezionale

ASSOCIAZIONE – SOCI – STRUTTURE 

ART. 1 -SEZIONE DI LECCO 

La sede legale e la sede sociale della Sezione sono stabilite e mantenute presso l’immobile di proprietà dell’associazione sito in Lecco (LC) Via Papa Giovanni XXIII n. 11. 

ART. 2 -STEMMA 

2.1 -Lo stemma della Sezione è formato dallo stemma del Club Alpino Italiano («Lo stemma del Club alpino italiano è costituito da uno scudo gotico antico d'azzurro alla stella a cinque raggi d'argento orlato dello stesso. Esso è accollato su una piccozza posta in banda, affiancato a destra da un binocolo e a sinistra da una corda riavvolta, ornato in capo da un cartiglio ondulato con le estremità bifide recante la scritta «CLUB ALPINO ITALIANO» e sorretto per lo stesso con gli artigli da un’aquila ad ali spiegate.») sovrapposto ad un cerchio di colore grigio nel quale sono inserite le parole SEZIONE DI LECCO e “RICCARDO CASSIN” oltre all’anno di fondazione 1874. 

2.2 -Lo stemma è utilizzato liberamente all’interno della Sezione e delle sue attività per le bandiere, i vessilli e i distintivi sociali. Il suo utilizzo al di fuori del della Sezione e delle sue attività deve essere previamente autorizzato dal Consiglio Direttivo. 

2.3 -Il Consiglio Direttivo può deliberare l’adozione di soluzioni grafiche diverse dello stemma del Club alpino italiano e di logo destinati a pubblicazioni, stampati, modulistica e carta intestata ufficiali, nonché a tessuti, capi di abbigliamento, accessori, materiali tecnici e non tecnici. 

ART. 3 -PUBBLICAZIONI 

Il Consiglio Direttivo, nell’esercizio delle sue facoltà, determina gli indirizzi generali nonché le caratteristiche grafiche delle pubblicazioni sociali e può nominare un responsabile della stampa e delle pubblicazioni sociali. 

ART. 4 -SOTTOSEZIONI 

4.1 -La Sottosezione fa parte integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati elettivi all’assemblea dei delegati del Club Alpino Italiano ed i suoi soci hanno gli stessi diritti dei soci della Sezione. 

4.2 -La Sottosezione è soggetto di diritto privato, dotato di autonomia organizzativa, funzionale ed eventualmente patrimoniale, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale del Club Alpino Italiano. La Sottosezione adotta un proprio Statuto o Regolamento che non possono essere in contrasto con quelli della Sezione e sono soggetti all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Direttivo della Sezione. 

4.3 -La Sottosezione è dotata di propri organi quali: l’Assemblea dei soci; il Presidente; il Consiglio Direttivo; il Collegio dei Revisori dei Conti. Le modalità di elezione delle cariche sociali sono stabilite dallo Statuto o dal Regolamento della Sottosezione. 

4.4 -Per le obbligazioni assunte dalla Sottosezione rispondono coloro che vi sono tenuti a mente delle disposizioni del Codice Civile in materia delle associazioni non riconosciute. 

4.5 -La Sottosezione dovrà tenere una contabilità delle proprie operazioni e predisporre un rendiconto od un bilancio annuale per l’approvazione alla propria Assemblea dei soci con le proposte di destinazione dell’avanzo di gestione o di copertura del disavanzo, nonché un bilancio preventivo per l’anno successivo. 

4.6 -L’Assemblea dei soci della Sottosezione può deliberarne lo scioglimento, con le modalità previste nell’ordinamento della stessa. Il Consiglio Direttivo della Sezione ne delibera lo scioglimento nei casi previsti dal Regolamento generale e da quello disciplinare del Club Alpino Italiano. 

4.7 -Sono Sottosezioni della Sezione di Lecco “Riccardo Cassin”: 

−Sottosezione Ballabio, fondata nell’anno 1977; 

−Sottosezione Barzio, fondata nell’anno 1979; 

−Sottosezione Strada Storta, fondata nell’anno 1960; 

4.8 -Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale del CAI, costituire una o più altre Sottosezioni nell’ambito di competenza territoriale. Le Sottosezioni della Sezione di Lecco “Riccardo Cassin” assumono obbligatoriamente la denominazione “Club Alpino Italiano – Sezione di Lecco “Riccardo Cassin” – Sottosezione di …………”, in forma abbreviata “C.A.I. Lecco – Sottosezione di ……….”. 

ART. 5 -SOCI 

Sono soci dell’associazione quelli iscritti alla Sezione di Lecco del Club Alpino Italiano e quelli iscritti alle sue Sottosezioni. 

ART. 6 -DIRITTI DEI SOCI 

I soci dell’associazione esercitano il diritto di partecipazione e di voto in seno all’Assemblea dei Soci della Sezione. I soci iscritti ad una Sottosezione esercitano tali diritti anche in seno all’Assemblea dei Soci della Sottosezione di appartenenza. 

ART. 7 -STRUTTURE SEZIONALI 

I rifugi, i bivacchi fissi, i ricoveri di emergenza, le capanne sociali e tutte le altre strutture costituiscono le strutture ricettive della Sezione le quali sono ideale patrimonio dei Soci e come tali sono soggette ai vincoli stabiliti dallo Statuto e dai Regolamenti del Club Alpino Italiano nonché dello Statuto e dal Regolamento sezionali. Sono strutture sezionali: 

  1. sede Sottosezione Strada Storta in Comune di Lecco (LC) Via Rovereto n. 2 
  2. rifugio “Lecco” in Comune di Barzio (LC) Località Piani di Bobbio 
  3. rifugio “A. Stoppani” in Comune di Lecco (LC) Località Costa 

 

ART. 8 -LE STRUTTURE SOTTOSEZIONALI 

I rifugi, i bivacchi fissi, i ricoveri di emergenza, le capanne sociali e tutte le altre strutture di proprietà delle Sottosezioni sono equiparate a quelli sezionali e soggetti ai medesimi vincoli di cui al precedente art. 8. Sono strutture appartenenti alle Sottosezioni: 

1. bivacco “Monte Due Mani”, vetta omonima in Comune di Morterone (LC) – Sottosezione Ballabio 

ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA SEZIONE 

ART. 9-REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELL’ASSEMBLEA 

9.1 -Il Presidente della Sezione o, in sua assenza, il Consigliere più anziano per iscrizione continuativa al Club Alpino Italiano, dichiara aperta l’Assemblea. 

9.2 -L’Assemblea procede preliminarmente, anche mediante acclamazione, all’elezione del Presidente dell’Assemblea e degli scrutatori, scelti in numero di 5 tra i soci dell’associazione che non siano titolari di cariche sociali. 

9.3 -I componenti del Consiglio Direttivo sezionale e del Collegio dei revisori dei conti sezionale e, se esistente, del Collegio dei probiviri sezionale nonché le persone invitate all’Assemblea hanno facoltà di intervenire alle sedute e di prendervi la parola, ma non hanno diritto di voto. 

9.4 -Il Presidente dell’Assemblea: a) è responsabile della interpretazione e della applicazione delle norme e dei regolamenti afferenti l’Assemblea; b) dirige i lavori della seduta in conformità al presente regolamento e ne dichiara la chiusura; c) indica il punto all’ordine del giorno in trattazione e fissa i tempi destinati alla sua trattazione, incluso il tempo a disposizione dell’eventuale relatore e di coloro che, precedentemente o durante il corso della relazione, hanno presentato al tavolo della presidenza richiesta scritta di intervento nonché quello delle pause e di ripresa lavori; d) in casi di particolare rilevanza può assegnare ai singoli interventi un tempo superiore a quello ordinariamente previsto di cinque minuti; e) in presenza di numerose richieste di intervento, ha facoltà di ridurre il tempo ordinario assegnato a ciascun interveniente sino ad un minimo di tre minuti; f) in presenza di più richieste di intervento per dichiarazioni di voto assimilabili, riduce gli interventi ad uno a favore e ad uno contrario, assegnando un tempo massimo di cinque minuti; g) impedisce od interrompe interventi palesemente estranei all’argomento in discussione; 

h) al termine dell’eventuale relazione o all’esaurimento degli interventi, ciascun socio può presentare, sul punto in trattazione, richiesta di chiarimento o eventuale mozione da sottoporre all’Assemblea e qualora il relatore non sia in grado di rispondere direttamente in Assemblea sulla base degli elementi disponibili deve indicare i tempi e i modi previsti per la risposta; il Presidente dell’Assemblea, dopo aver dato lettura di ciascuna mozione in ordine di presentazione, la pone in votazione. Sulle mozioni sono ammesse solo sintetiche dichiarazioni di voto, con un tempo assegnato di due minuti: l’approvazione di una mozione esclude che si proceda al voto su quelle contrarie o similari. Il Presidente dell’Assemblea ha facoltà di invitare i presentatori delle mozioni a formulare un testo unico o due testi alternativi per le mozioni da votare; 

 

10. 1 -L’Assemblea ordinaria è convocata dal Presidente della Sezione almeno una volta all’anno, entro il termine del 31 marzo, per l’approvazione del bilancio. 

10. 2 -L’Assemblea in sede ordinaria: a) approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale, su proposta del 

Consiglio Direttivo; 

b) approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo, su proposta del Consiglio Direttivo; 

c) approva i regolamenti per il funzionamento degli organi dell’associazione ed il regolamento disciplinare, predisposti dal Consiglio Direttivo; 

d) provvede alla elezione dei componenti del Consiglio Direttivo sezionale, del Collegio dei Revisori dei Conti sezionale, del Comitato Elettorale sezionale e dell’eventuale Collegio dei Probiviri sezionale; 

e) designa i candidati alle cariche elettive negli organi del Club Alpino Italiano; 

f) su proposta del Consiglio Direttivo, stabilisce la quota annuale dovuta dai soci della Sezione; g) delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale, che il Consiglio Direttivo riterrà di sottoporle; h) delibera su ogni altra questione ordinaria ad essa riservata dalla legge o dallo statuto. 

ART. 11 -ADEMPIMENTI, CONVOCAZIONE, LOCALITA’, DATA ED ORDINE DEL GIORNO 

11. 1 -Il Presidente della Sezione trasmette a tutti i soci della Sezione e delle Sottosezioni, entro il 31 gennaio di ciascun anno, l’elenco dei componenti degli organi sezionali, regionali e nazionali in scadenza e nella medesima comunicazione stabilisce nell’1 marzo successivo il temine perentorio entro il quale devono pervenire alla Segreteria della Sezione le candidature; 

11. 2-le Assemblee sono convocate dal Presidente della Sezione senza obblighi di forma, con avviso contenente la data, l’ora ed il luogo dell’adunanza nonché l’elenco delle materie da trattare da pubblicarsi con almeno trenta giorni di preavviso sul “Notiziario” e sul sito sezionale nonchè da affiggersi in sede ed inoltrarsi via posta elettronica ai Presidenti delle Sottosezioni ed ai soci. 

ART. 12 -COMITATO ELETTORALE 

12.1 -Il Consiglio Direttivo nomina, almeno quindici giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea, la commissione di verifica dei poteri di partecipazione all’Assemblea, della quale fanno parte tre componenti scelti fra i soci, uno dei quali designato dal Presidente della Sezione; 

12.2 -non possono essere nominati membri della commissione i componenti del Consiglio Direttivo sezionale, dei Collegi dei Revisori e dei Probiviri sezionali nonché coloro che sono candidati ad incarichi o cariche per i quali sia prevista la votazione nel corso della stessa Assemblea; 

12.3 -il Comitato elettorale, composto da tre componenti eletti dall’Assemblea, verifica le condizioni di eleggibilità e di incompatibilità dei candidati alle cariche negli organi dell’associazione. 

ART. 13 -CANDIDATURE E CONDIZIONI DI ELEGGIBILITA’ 

13.1 -Le proposte di candidatura sono libere ed avanzate personalmente dall’interessato con comunicazione scritta alla Segreteria sezionale entro i termini comunicati od indicati; 

13.2 -le cariche negli organi associativi sono elettive ed a titolo gratuito, salvo rimborso delle sole spese di missione documentate e secondo i criteri indicati nei Regolamenti del Club Alpino Italiano ovvero nel presente Regolamento; 

13.3 -tutti i candidati alle cariche degli organi associativi devono essere soci ordinari o familiari regolarmente iscritti alla Sezione od a una delle sue Sottosezioni, maggiorenni ed avere almeno due anni compiuti di adesione al Club Alpino Italiano nonchè essere in possesso di competenze e esperienze inerenti alla carica; 

13.4 -non sono eleggibili alle cariche sociali dell’associazione i soci che: 

a) hanno un rapporto di lavoro dipendente con il Club Alpino Italiano o quanti intrattengono un rapporto economico continuativo con le strutture centrali o territoriali; 

b) si trovano in una qualsiasi situazione conflittuale tra i propri interessi e gli interessi generali e particolari del Club Alpino Italiano o della Sezione p delle sue Sottosezioni; 

c) sono stati destinatari di sanzione disciplinare definitiva di sospensione, per un periodo non inferiore a tre mesi, o coloro ai quali è stata applicata una sanzione disciplinare di sospensione o di sanzione accessoria di inibizione temporanea a ricoprire cariche sociali; 

d) si trovano in una delle condizioni di impedimento previste dal Regolamento disciplinare del Club Alpino Italiano o quanti a qualunque titolo hanno lite pendente con il Club Alpino Italiano o con le strutture centrali o periferiche davanti alla magistratura ordinaria o amministrativa; 

e) sono dichiarati ineleggibili o decaduti di diritto per passaggio in giudicato di una sentenza di condanna o sospesi di diritto per applicazione di una misura coercitiva; 

13.5 -come disposto dall’ordinamento del Club Alpino Italiano, nessun socio può trovarsi contemporaneamente eletto a più di una carica sociale con le seguenti eccezioni: a) il Presidente di Sezione, oltre che delegato di diritto all’Assemblea Regionale dei Delegati, può essere eletto a componente degli organi tecnici consultivi o operativi; b) il componente del Consiglio Direttivo sezionale può essere eletto delegato all’Assemblea Regionale dei Delegati, Presidente Regionale, componente del Comitato Direttivo Regionale, componente o presidente degli organi tecnici consultivi o operativi; c) il componente del Collegio dei Revisori dei conti della Sezione o di una sue Sottosezione può essere eletto delegato all’Assemblea Regionale dei Delegati o componente degli organi tecnici consultivi o operativi; 

d) i membri dei Consigli Direttivi delle Sottosezioni possono essere eletti a componenti del Consiglio Direttivo sezionale. 

ART. 14 -VALIDITA’ DELLE SEDUTE E DELLE DELIBERAZIONI 

14.1 -In prima convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con l’intervento, anche per delega, di almeno la metà dei soci aventi diritto alla partecipazione; 

14.2 -in seconda convocazione l’Assemblea sarà regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti, deliberando validamente a maggioranza dei presenti; 

14.3 -per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre sia in prima che in seconda convocazione il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci rappresentati dai delegati come da regolamento. 

ART. 15 -ASSEMBLEA STRAORDINARIA 

L’assemblea in sede straordinaria: a) delibera sulle modificazioni dello Statuto e del presente Regolamento; b) delibera lo scioglimento dell’associazione e le devoluzione del patrimonio residuo; c) delibera su ogni altra questione straordinaria ad essa spettante in base alla legge o allo statuto. Nel corso dell’assemblea straordinaria avente ad oggetto le modifiche statutarie non è ammessa la presentazione di emendamenti al testo proposto. Si applicano all’assemblea straordinaria le disposizioni previste dallo Statuto sezionale e dal presente Regolamento per l’assemblea ordinaria, in quanto compatibili. 

ORGANI SEZIONALI 

ART. 16 -REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO 

16.1 -Le riunioni del Consiglio Direttivo si svolgono in via ordinaria ogni qual volta il Presidente sezionale lo ritenga necessario o quando ne sia inoltrata richiesta da almeno un terzo dei componenti del Comitato Direttivo o dal Collegio Regionale dei Revisori dei Conti; 

16.2 -la prima riunione del Consiglio Direttivo è convocata entro 7 giorni e deve tenersi entro 15 giorni dalla comunicazione dei risultati delle votazioni dell’Assemblea dei soci dal Presidente della Sezione ovvero, in mancanza, dal Vicepresidente; nel caso in cui non vi provvedessero nei termini indicati, la prima riunione deve essere convocata dal Consigliere eletto avente maggiore anzianità di adesione continuativa alla Sezione od alle sue Sottosezioni 

16.3 -alle riunioni sono invitati i membri dei Collegi dei Revisori dei Conti e dei Probiviri nonché i soci che siano stati eletti nel Comitato Direttivo Regionale, nel Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo, nel Comitato Direttivo Centrale e nel Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti del Club Alpino Italiano; 

16.4 -la convocazione deve elencare gli argomenti che verranno trattati ed essere inviata almeno sette giorni prima della seduta; salvo ricorrano motivi di urgenza per i quali il Presidente può convocare, con un preavviso minimo di 24 ore, una riunione del Consiglio Direttivo tramite posta elettronica, fax o telegramma. 

16.5 -le delibere del Consiglio Direttivo sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti ed in caso di parità prevale il voto del Presidente. 

ART. 17 -ELEZIONE DEI CONSIGLIERI 

I componenti del Consiglio Direttivo sono quindici, compreso il Presidente sezionale, durano in carica tre anni e sono eletti dall’Assemblea dei Soci secondo le previsioni dello Statuto e del Regolamenti sezionali. 

ART. 18 -FUNZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Fermo restando quanto rimesso alla sua competenza da altre norme contenute nello Statuto del Club Alpino italiano e della Sezione, il Consiglio Direttivo assolve, in via esemplificativa ma non esaustiva, alle seguenti funzioni specifiche: 

a) esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, nei limiti stabiliti dall’Assemblea dei Soci; b) cura la redazione dei bilanci, preventivo e consuntivo, dell’associazione e li trasmette alla Sede Centrale del Club Alpino Italiano con la facoltà di avvalersi di strutture e consulenti esterni; c) predispone i programmi annuali e pluriennali, in attuazione delle finalità dell’associazione, e li sottopone alle deliberazioni dell’Assemblea; 

d) svolge ogni azione necessaria o utile al raggiungimento delle finalità istituzionali del Club Alpino Italiano; e) fissa, secondo necessità, sedi e recapiti degli organi dell’associazione; f) propone modifiche o nuovo testo dello Statuto dell’associazione nonchè redige, collaziona e riordina le proposte di modifica dello Statuto preparate per iniziativa di un 

 

dall’Assemblea ed è responsabile in via esclusiva della amministrazione, della gestione e dei relativi risultati; j) delibera la costituzione di nuovi Gruppi sezionali, disciplinandone i rapporti con la Sezione; k) rilascia le autorizzazioni previste dall’ordinamento della struttura centrale del Club Alpino Italiano, coordina e controlla l’attività delle Sottosezioni e dei Gruppi sezionali nel perseguimento delle finalità istituzionali, vigilando che essi ottemperino alle norme statutarie e regolamentari nonché coordinandone l’attività e verificandone periodicamente i risultati conseguiti; l) propone all’Assemblea la costituzione di nuove Sottosezioni, disciplinandone i rapporti con la Sezione; m) provvede all’organizzazione dell’Assemblea dei Soci; n) assegna incarichi specifici ai propri componenti e costituisce sotto il proprio controllo commissioni e gruppi di lavoro, con finalità specifiche e durata limitata, provvedendo a verificarne periodicamente i risultati conseguiti; o) delibera in ordine alla nomina di procuratori e al conferimento di procure alle liti. 

GRUPPI SEZIONALI DI SOCI 

ART. 19 -GRUPPI SEZIONALI 

Il Consiglio Direttivo può costituire Gruppi di soci aventi autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con lo Statuto e le direttive sezionali nonchè gli eventuali OTC/OTP di riferimento. E’ vietata la costituzione di gruppi di non Soci. I Gruppi sezionali assumono obbligatoriamente la denominazione “Club Alpino Italiano – Sezione di Lecco “Riccardo Cassin” – Gruppo …………”. 

ART. 20 -REGOLAMENTI DEI GRUPPI SEZIONALI 

Tutti i Gruppi sezionali operano in conformità dello Statuto e del Regolamento sezionali nonché secondo un proprio apposito Regolamento, che deve essere approvato dal Consiglio Direttivo sezionale. 

ART. 21 -AUTONOMIA E PATRIMONIO DEI GRUPPI SEZIONALI 

I Gruppi sezionali non hanno rappresentanza esterna né patrimonio autonomo, ma gestiscono direttamente le risorse destinate dalla Sezione alle attività del Gruppo stesso, la cui autonomia amministrativa-contabile è esercitata nei limiti dei fondi assegnati dalla Sezione. 

ART. 22 -SCOPO DEI GRUPPI 

I Gruppi sezionali devono avere lo scopo di diffondere la pratica e lo studio della attività in ragione della quale sono stati fondati. Tale attività deve essere prevista tra quelle indicate nello Statuto del Club Alpino Italiano e nello Statuto della Sezione. I Gruppi sezionali devono collaborare tra loro e con la Sezione al fine di promuovere e razionalizzare l’ideazione e l’organizzazione delle attività sociali nonchè la loro frequentazione, favorendo quella dei soci della Sezione. 

ART. 23 -GRUPPO RAGNI DELLA GRIGNETTA 

Le disposizioni di cui agli artt. 19 – 20 – 21 del presente Regolamento non si applicano al Gruppo “Ragni della Grignetta”, che gode di soggettività e di autonomia patrimoniale distinte da quelle della Sezione. 

SCUOLE SEZIONALI 

ART. 24 -SCUOLE DELLA SEZIONE 

La Sezione ha istituito le seguenti Scuole di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata Libera: − Scuola Nazionale Sezionale C.A.I. Lecco − Scuola Nazionale Sezionale Ragni della Grignetta − Scuola Sezionale di Alpinismo Giovanile “Giordano Dell’Oro” − Scuola Addestramento Sci di Fondo Escursionismo 

ART. 25 -COSTITUZIONE E CONDUZIONE DELLE SCUOLE DELLA SEZIONE 

Le Scuole sezionali e quelle delle Sottosezioni sono costituite a norma dello Statuto e del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano e di quelli degli organi tecnici centrali di riferimento. Le Scuole godono di autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa; non hanno autonomia patrimoniale. Le Scuole provvedono all’organizzazione ed alla conduzione didattica, tecnica e pratica dei corsi, secondo le indicazioni delle Scuole Centrali e Nazionali nonchè dei manuali del Club Alpino Italiano, avendo particolare riguardo alla preparazione culturale di base degli allievi per una frequentazione responsabile e consapevole della montagna. Le Scuole promuovono la formazione e l’aggiornamento degli Istruttori ed Accompagnatori. Le Scuole coadiuvano il Consiglio Direttivo ed i Gruppi sezionali, fornendo loro consulenza e supporto tecnico nonchè mettendo a disposizione i loro membri per la partecipazione a commissioni, rappresentanze, delegazioni, attività degli altri organi sezionali. 

REGOLAMENTI PARTICOLARI DELLA SEZIONE 

ART. 26 -REGOLAMENTO ATTIVITA’ SEZIONALI 

Tutte le attività sezionali devono essere conformi allo Statuto ed al Regolamento del Club Alpino Italiano ed a quelli della Sezione nonché rientranti tra quelle per le quali è prevista l’assicurazione stipulata dal sodalizio. Le attività devono essere aperte alla frequentazione dei soci ed essere preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo, al quale dovrà essere indicato il nome del socio della Sezione responsabile ed il programma dell’attività. 

ART. 27 -PATROCINIO SEZIONALE 

Il patrocinio rappresenta la forma di riconoscimento, morale e non oneroso, mediante il quale la Sezione esprime la propria simbolica adesione ad un’iniziativa di terzi, realizzata nel territorio ove la Sezione ha il proprio ambito di attività ovvero comportante la promozione dell’immagine della Sezione in ambito nazionale e/o internazionale, le cui finalità corrispondano ad uno o più degli scopi indicati nell’art. 4 dello Statuto sezionale ovvero nell’art. 1 del Club Alpino Italiano. La concessione del patrocinio e d’utilizzo dello Stemma sociale non comportano l’attribuzione di contributi nè altre forme di sostegno e spettano al Consiglio Direttivo. La richiesta di patrocinio deve: a) essere presentata in forma scritta alla Segreteria sezionale ed essere sottoscritta dal soggetto 

richiedente; 

b) illustrare sinteticamente l’iniziativa nei contenuti e nelle finalità, con espresso riferimento ai criteri per la concessione esposti al comma I e specificazione di tempi, luogo e modalità di svolgimento; 

c) illustrare preventivamente le modalità d’uso dello Stemma della Sezione; d) essere presentata in epoca precedente alla realizzazione dell’iniziativa e, comunque, in tempo utile affinchè possa essere valutata dal Consiglio Direttivo sezionale. 

ART. 28 -EROGAZIONI E CONTRIBUTI 

Il Consiglio Direttivo della Sezione può deliberare la concessione di erogazioni e contributi economici in favore di iniziative organizzate da soci, Gruppi sezionali o terzi. L’iniziativa deve essere realizzata nel territorio ove la Sezione ha il proprio ambito di attività ovvero comportare la promozione dell’immagine della Sezione in ambito nazionale e/o internazionale. L’iniziativa deve avere finalità corrispondenti ad uno o più degli scopi indicati nell’art. 4 dello Statuto sezionale ovvero nell’art. 1 del Club Alpino Italiano. La richiesta deve: a) essere presentata in forma scritta alla Segreteria sezionale ed essere sottoscritta dal soggetto 

richiedente; 

b) illustrare sinteticamente l’iniziativa nei contenuti e nelle finalità, con espresso riferimento ai criteri per la concessione esposti al comma I e specificazione di tempi, luogo e modalità di svolgimento; 

c) indicare il livello di partecipazione; d) indicare l’ammontare di ciascuna erogazione e di ciascun contributo richiesti per l’iniziativa ed 

i soggetti ai quali sono stati chiesti contributi od erogazioni; e) essere accompagnata dal preventivo di spesa. Le erogazioni ed i contributi non possono essere concessi a persone giuridiche terze che abbiano scopo di lucro. 

I contributi verranno erogati tramite versamento di un acconto pari al 60% dell’importo complessivo entro 15 giorni dalla deliberazione del Consiglio Direttivo e versamento del saldo a seguito della presentazione della redazione dell’attività svolta e del rendiconto finanziario. Costituiscono motivo di revoca dell’erogazione e del contributo concessi: 

I. la mancata realizzazione dell’iniziativa; 

II. l’inosservanza, anche parziale, delle condizioni alle quali sono eventualmente stati subordinati l’erogazione od il contributo; 

III. la modifica sostanziale del programma dell’iniziativa; 

la mancata presentazione della redazione dell’attività svolta; 

la mancata presentazione del rendiconto finanziario. 

 

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI 

ART. 29 -REGOLAMENTI SEZIONALI PREESISTENTI 

Tutti i Regolamenti particolari vigenti in Sezione al momento dell’entrata in vigore del presente Regolamento rimarranno in vigore – se non espressamente abrogati – limitatamente alle parti non incompatibili con i princìpi stabiliti dallo Statuto e dal Regolamento sezionali. 

ART. 30 -STATUTI E REGOLAMENTI SOTTOSEZIONALI 

I preesistenti Statuti e Regolamenti delle Sottosezioni dovranno essere integrati o modificati al fine di divenire compatibili con i princìpi stabiliti dallo Statuto e dal Regolamento sezionali.